8 MESI DOPO.
LAS VEGAS, 3 LUGLIO 2013
Scendo in compagnia della mia collega Rosalie verso la grande hall dell’albergo che ospita il congresso: siamo qui da tre giorni e oggi si chiudono i lavori.
“Bella, tesoro, ormai quello che volevamo sentire lo abbiamo sentito, i crediti li abbiamo presi e di sicuro gli interventi di oggi non aggiungeranno nulla di nuovo. Sappiamo che funziona così, no? Alla fine si partecipa ad eventi come questo per rappresentanza...”
“Cosa vuoi, Rosalie?”
Mi guarda facendo labbrucce: “Ti prego, non farmi passare altre otto ore ad ascoltare questi vecchi tromboni.
Giriamo la città, andiamo a giocare d’azzardo, troviamoci un bel tipo da portare in camera. Ma ti prego, non mi far passare un’altra giornata qui dentro, quando fuori splende questo sole meraviglioso.”
Si ferma e aggancia con l’indice la stringa di un reggiseno in lycra color giallo canarino, per mostrarmelo.
“Ho indosso un bikini mozzafiato. Andiamo in piscina, prendiamoci un cocktail, facciamo qualunque cosa, ma andiamo via di qui.”
La sua proposta mi tenta ma io voglio sentire ancora una relazione.
“Oggi parlano dell’anorgasmia femminile, ci sarà un intervento interessante. Come riconoscere una frigidità psicogena da una disfunzione fisiologica. Mi interessa, Rose...”
“Chi è il relatore?”
“É Aro Volturi.”
“Noooo.”
“Ti prego, solo il suo intervento.”
“A che ora è fissato?”
“Beh...”
“Scommetto che mi vuoi fregare... Sarà uno degli ultimi e mi obbligherai a stare al chiuso per ore e ore anche oggi.
A che ora, Isabella?”
“Alle 15.00”
“Non esiste! Ti dico io cosa faremo. Andremo alla piscina del MGM. ORA. Prenderemo il sole fino alle 14.30, giocheremo alle slot, berremo qualche cocktail, ci faremo foto da far scoppiare d’invidia quelle quattro invidiose in ospedale. Poi ci rivestiremo e torneremo qui ad ascoltare il Professor Volturi e le sue teorie sull’orgasmo femminile.”
Mi sembra tutto sommato una proposta accettabile.
Ricontrollo il programma del congresso ed in effetti in mattinata non c’è nulla che mi interessi e le ore minime per ottenere i crediti le abbiamo già fatte, così come tutti i workshop possibili.
Decido di accontentarla e salgo in camera a cambiarmi per la piscina.
Un po’ di sano relax non può farci male.
*********
La mattinata passa in un lampo.
Un lampo confuso a dire il vero.
Rosalie Hale non scherza quando decide che si vuole distrarre e divertire.
Abbiamo fatto come voleva lei.
Dapprima abbiamo giocato un po' alle slot e abbiamo vinto più di duemila dollari.
La cosa ci ha mandate leggermente su di giri e abbiamo deciso di festeggiare.
Il risultato è che ora io sono qui, a bordo piscina, con l’ennesimo cocktail in mano, brilla come solo in rare occasioni sono stata, mentre Rosalie ha trovato un ragazzone dell’Arkansas dal nome improbabile, Elmo mi sembra o era Elmet o forse Element, non ricordo...
Fatto sta che ha deciso di provare a se stessa che non soffre né di frigidità psicogena né di alcun problema fisiologico, ed é salita nella camera di lui.
Male, molto male. Non si fa così. Le metterò su un bel muso, quando torna.
Se torna.
Abbiamo l’aereo dopo pranzo domani, e ho la sensazione che, se mai la rivedrò, sarà all’aeroporto, perché Rosalie è una che quando c’è da fare “ricerca” si applica a fondo.
Sorrido pensando a lei.
E sarà forse l’alcool ingerito, ma sento di invidiarla un pochino: é più di un anno che non ho una relazione e non sono tipo da una notte e via.
Se non fossi il topo di biblioteca che sono mi metterei alla ricerca del mio Elmo per questa giornata, invece di tornare al Congresso.
Ma sono chi sono, quindi mi rivesto traballando e cerco di fermare questo fastidioso giramento di testa, ordinando un caffé prima di andarmene da qui.
Oggi mi affiderò a un registratore perché non c’è verso che io riesca a prestare attenzione a ciò che dirà Volturi.
Cammino vacillando verso l’ingresso della grande sala.
****************
Oh. Oh. Oh.
Mi accorgo di aver dimenticato un particolare importante.
Invece del mio solito tailleur d’ordinanza, indosso ancora questo piccolo prendisole rosso.
Mi guardo le scarpe.
Nere.
Con un bel tacco.
Ok. Può andare. Sembrerò una che osa, un po’ aggressiva, ma è comunque un vestito, e le scarpe sono eleganti e si abbinano bene alla tracolla che ho con me.
Anche i capelli non sono raccolti nel mio solito chignon professionale.
Speriamo solo che non mi si noti troppo.
Mi siedo in prima fila, almeno sarò obbligata a non addormentarmi e non rischierò un'umiliazione ancora peggiore di quella d’essere qui tra decine di colleghe, vestita come una spogliarellista del Ceasar Palace.
Il solito trombone ultraottantenne introduce i relatori per questa ultima sessione.
Li vedo entrare uno ad uno.
Sono tutti i docenti che hanno parlato durante questa giornata.
Manca solo Volturi, un uomo alto dalla capigliatura lunga e corvina, dalla voce suadente ed inquietante.
Quell’uomo dà i brividi.
Tutti si siedono e aspettano per alcuni minuti.
Si guardano intorno imbarazzati.
Parlottano tra loro.
Poi il rumore di passi affrettati: qualcuno arriva di corsa.
Strano! penso, Volturi entra sempre con una calma regale, ritardo o non ritardo.
Una voce calda e gentile chiede scusa, e annuncia che, a causa di un problema di cui non comprendo la natura, c’è stato un cambio di programma. Lui prenderà il posto di Volturi.
Mi si ferma il respiro in gola perché quella voce la riconoscerei tra un milione.
Così come riconoscerei quel corpo perfetto e slanciato, quei capelli biondo rossiccio e quegli occhi chiari e brillanti come diamanti.
Se non bastasse questo, il mormorio estatico di tutta la parte femminile o omosessuale della sala conferma che siamo di fronte al grande e unico Professor Edward Cullen. Primario all’ospedale di Boston. E la sensazione improvvisa che sento tra le gambe mi conferma che di certo l’argomento che sta per trattare al posto del collega orrido, non appartiene all’elenco dei miei problemi personali.
Tutto si può dire di me, ma non che io abbia mai avuto problemi a eccitarmi e a raggiungere l’orgasmo e lo stato dei miei slip in questo esatto momento ne é la prova tangibile.
Mi consola il pensiero di non essere l’unica in questo stato: Edward Cullen ha già certamente indotto,con il solo passaggio delle sue lunghe dita tra quelle ciocche scomposte di capelli, almeno una cinquantina di orgasmi in sala. Senza nemmeno dover parlare o dover guardare nessuna di noi e alla ragguardevole distanza di alcuni metri, per giunta.
Dopo aver trafficato per un secondo sul suo computer, finalmente inizia.
Anzi, inforca gli occhiali e inizia e io credo di stare per averne un altro. Di orgasmo intendo.
Perché quando veniva da me in terapia era già bello in un modo insopportabile e doloroso, ma qui... oh, qui siamo ad un livello completamente differente.
Il suo viso è graziato da un’abbronzatura dorata che sta da dio in abbinamento al completo grigio chiaro che indossa. La camicia aperta sul collo, per i primi due bottoni, lascia intravedere del pelo.
Tanto pelo, morbido, biondo, setoso.
E quegli occhiali che gli danno quell’aria così... professionale... così severa... così dominante!
Le luci puntate su di lui, seppur leggere, gli impediscono di vedere bene la platea e lo illuminano come una divinità.
E lui parla parla parla... di orgasmi femminili!
Con quelle mani indica lo schermo e muove fogli e muove capelli e ne arriva un altroooooo!
Un altro orgasmo, ovviamente.
Solo quando sta per concludere mi accorgo di essere sudata, eccitata come una bestia, di non avere registrato niente del suo intervento e sento che sto per svenire.
Infine la genialata: mentre tutti si mettono in piedi e applaudono fino a spellarsi le mani, io scappo a gambe levate da quella sala.
Scappo lontano da lui.
Bella mossa. Bella mossa davvero.

hahhaahahahahahahahah!!!!
RispondiEliminaE IL RESTO????
Ora ci sta un bell'Epov! :D
E' scappata per andare a prepararsi... a quatto di bastoni sul letto... pronta per il professore... vero?
RispondiEliminaConcordo con Sparviero... un pov Edward ci sta tutto!!!
Ma perché io questa non la conoscevo? Dov'ero? Dormivo?
Il ginecologo mi piace assai... il mio condivide solo lo stesso sesso... per il resto fermate proprio!!!
Brava, Cri... come sempre del resto...
Siiiiiiiiiiiii ci siamo ooooooooo........... ed ora arriva il meglio!!!!! si tromba come ricci ahahahah
RispondiEliminaNon jela posso fa.....vado a leggere l'originale.....Ahahahahah no vabbè dai.....aspetto.....
RispondiEliminaAmo le tue Belle e come detto è molto raro che ami le Belle e in questo capitolo lei è meravigliosa... Con tutti i suoi orgasmi....
Ah come la capisco... Come la capisco...
Bacioneeeeeeeeeee
JB
Non è un ginecologo... è un mago! Compie miracoli anche a distanza rivitalizza patate defunte, con la sola presenza... povera dottoressa, non vedo l'ora di leggere il resto e concordo sul Pov Edward che poi come li fai tu... Bacio.
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