mercoledì 15 aprile 2015

Capitolo 3: Seduta del 24 ottobre.




24 OTTOBRE 2012

“Molto bene, allora, abbiamo appurato che il sogno dell’altra settimana conteneva aspetti simbolici molto interessanti”

“Dice?”

E dico sì!
Ma molto interessanti.
Mi sono dovuta quasi mozzare la lingua per non chiedere i particolari di quella scena di sesso. Maledizione a lui e al suo essere così sexy!


Proseguo: “Abbiamo visto che il suo sintomo probabilmente rappresenta una fuga, una fuga da relazioni con il femminile, un femminile che per qualche ragione la spaventa e di cui, tramite la via sessuale e l’esclusione di quella affettiva, lei ha il controllo, escludendo rischi di altro genere.
Sappiamo infatti che lei ha sempre avuto chiaro il tipo di ascendente che ha sulle donne, fin da ragazzino, giusto? Sappiamo che lei su quel fronte si sente sicuro e dunque, corre, corre, accumulando conferme, senza mai mettersi a rischio su di un piano più profondo. Ma il sogno dice che ora desidera altro.
Desidera fermarsi.
La relazione con me è la più stabile e duratura mai avuta con una donna, e in questo senso io leggerei il... diciamo... momento intimo così... appagante... che lei ha sognato tra noi.
La mia figura rappresenta dunque simbolicamente una donna che lei conosce, che non spaventa e con la quale desidera un'unione completa di spirito e di carn... di corpo...”

Mi fissa pensieroso.
E serio.
E in modo così differente dal suo solito mix tra atteggiamento da canaglia, imbarazzo e elementi porno.

Poi esordisce all’improvviso: “Non ho fatto sesso questa settimana.”

Rimango senza parole. Ho in terapia Edward... ehmmm Cullen da sette mesi e non era mai stato più di quarantotto ore senza avere un rapporto sessuale.

“Davvero?”

“E non mi è nemmeno costato un grande sforzo. Mi sembra così strano, ma è come se dopo quel sogno, dopo quel livello di completezza e appagamento, il sesso fine a se stesso non mi attraesse più. Perché lei, dottoressa, non ha voluto che io le spiegassi, non ha voluto i particolari, il che mi sembra anche strano visto che pure gli abiti erano essenziali prima ma, dicevo, era come se dopo... dico dopo quel sesso ottimo, clamoroso e pazzesco, io fossi soddisfatto e avessi ottenuto quel che volevo. Mi potessi finalmente fermare.”

Mi manca il fiato e sussurro un’inquietante “interessante...” con voce roca tipo Amanda Lear in calore.

“Infatti è interessante! Perché non era solo sesso tra noi. Cioè era tanto sesso, ma parecchio proprio, e in varie posizioni...”

“Oh Gesù...”

“Cosa?”

“Dicevo... c’è di più?”

“In che senso...”

“Dico, oltre le posizioni... che comunque erano tante giusto?”

“Insomma, ne ricordo tre: regolare, muro e da dietro.”

“Oh cazzo...”

“Eh?”

“Contro un arazzo? Perché a volte le rappresentazioni grafiche dicono moltissimo del contenuto latente di un sogno... Non ha idea!”

“No. Era un muro bianco. Ma, dicevo, malgrado il muro  bianco e lei aggrappata alle mie spalle e tutto il resto... Quello che sentivo io non era solo piacere fisico, che pure c’era di brutto, era comunione, sintonia. Era perfezione, Isabella, perfezione.”


Sospira e mi accorgo di fare lo stesso anche io.

Forse un leggero rivolo di bava mi sta colando dal lato sinistro della bocca e con un movimento fulmineo di lingua lo raccolgo.
Lui spalanca gli occhi e mi fissa sempre più stranito.
Mi cade la penna per terra e per un secondo ci fissiamo negli occhi come se davvero non fossimo terapeuta e paziente.
Come se fossimo realmente i protagonisti di quel sogno.

Poi si alza e inizia a camminare avanti e indietro di fronte a me con quelle leve così lunghe, così dritte...

“Lo chiamano transfert erotizzato, vero?”, mi chiede.

“No, credo sia soltanto un sogno, Cullen. Si tratterebbe di transfert erotizzato se lei si sentisse attratto dal suo terapeuta nella vita reale. In sogno può avere molti significati differenti...”

“Mi sa che ho il transfert erotizzato, allora.”

La sua voce esce come un sussurro mentre mi dà le spalle e guarda fuori dalla finestra.

“Cosa ha detto?”

“Mi sa che non ricordo dove ho parcheggiato...”

“Ah... ecco... no... perché mi sembrava... Comunque, diceva che... insomma nessuna paziente... niente... nemmeno l’ornitologa, questa settimana...?”


“Nessuna... nessuna... solo questa...”

Alza la mano e me la mostra aperta sorridendo, mentre torna a sedere.
Nel frattempo mi sfugge una specie di squittio al solo pensiero di quest’uomo in doccia che si dà piacere.

Lui sembra non cogliere.

Così come forse passa inosservato il fatto che sto stringendo le cosce al punto che se vi avessi in mezzo una noce di cocco la spezzerei con la pressione che sto applicando.
Potrei presentarmi all’Isola dei non famosi... mesi e mesi di cosce strizzate mi hanno dotata di un nuovo talento fondamentale per esperienze come quella...


“Comunque dottoressa, le devo comunicare anche un altro fatto molto importante...
Presi come siamo sempre stati dal mio problema mi sono dimenticato di dirle che in questi mesi ho partecipato ad un concorso.

Quale? Mister America?

Mister Mondo?

Mister Universo?

“Era per il posto da primario nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia all’ospedale di Boston... Non credevo davvero di avere possibilità... invece ho vinto.”

I test hanno messo in evidenza la sua straordinaria intelligenza, ma mi chiedo quando diamine abbia potuto prepararsi per un esame, visto che negli ultimi mesi ha passato il suo tempo a darlo in giro e a lavorare.
Mi trovo ad essere così felice ed orgogliosa per lui.
Così giovane e primario in un ospedale prestigioso e ... lontano centinaia di chilometri da qui.
Il sorriso mi si spegne all’istante a quest’ultimo pensiero e noto che nemmeno lui manifesta l’entusiasmo che dovrebbe avere.

“Quando?”

Non riesco a dire altro e mi viene da piangere. 

“Il 5 novembre”


Santo cielo... tra dieci giorni...

Cerco di darmi un contegno, cerco di sembrare per l’ultima volta, o forse per la prima, professionale.

“A Boston ho un collega molto in gamba con il quale potrà terminare la terapia, un uomo per altro...”

Sorride mestamente: “Un uomo. Per me va bene.
Anche se con lei... con lei sono stato bravo. Ha visto? Non è successo niente...”

E infatti no... cazzarola!


“Meglio così, giusto? Anche se mi sento molto più in controllo dei miei istinti. Direi quasi normale...”

“É sempre e comunque decisamente meglio un collega uomo, Cullen... il suo nome è Jasper Hale... lo avviserò del suo arrivo, se lei è d’accordo.”

“Certamente...”

Rimaniamo per qualche secondo in un silenzio totale e imbarazzante, poi riesco a parlare.

“Bene, allora... siamo alla fine, giusto?”

“Così sembrerebbe...”

Improvvisamente penso che tra un minuto non saremo più in una relazione terapeuta paziente, penso che potrei volargli addosso e schiantarlo su quel lettino e... così mandare a farsi fottere, letteralmente, mesi e mesi di lavoro.

Non posso, maledizione!

Non posso.

Dimenticherò. Alla fine è solo attrazione fisica... 

Solo...

Lo osservo per quella che so essere l’ultima volta

Guardalo lì. Si sta alzando. Statuario. Giacca e cravatta, capelli che sembrano gridare al mondo le centinaia di scopate che s’è fatto, quelle mani che ti può visitare la trachea a partire dalla cervice e chissà cosa ancora nasconde sotto quei pantaloni così eleganti...

“Allora addio, Isabella. Spero tanto di incontrarla di nuovo, un giorno.”

“Lo spero anche io, Edward...”

Non sai quanto.


6 commenti:

  1. nooooooooooooo!!!
    1) Complimenti per non averli fatti scopare in 3 capitoli! hahaahahahahahaha! anche se di sesso ce nè a valanghe!
    2) Lo scambio con il "cambio in corner" delle frasi è da PISCIARSI SOTTO!!!
    3) Ti amo! Sei tuuuuuuuuuuuu!!!

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  2. Ahhhhhhhhhhhh quanto mi piaceeeee!!! Ogni volta è un'emozione. ......ti adorissimooooooooo
    raffaella

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  3. Sei una forza della natura...
    Ho letto cose così diverse uscite dalla tua penna... ops... no... tastiera... e sono innamorata di tutti i tuoi Edward... il ginecologo mi mancava, non avevo ancora avuto il piacere...
    Che dire... ho promesso di impegnarmi a commentare per dare sostegno, stimolo e tutte le belle cose di cui abbiamo parlato non molto tempo fa... ma è difficile...
    E' strepitoso leggere cose come questa...
    Grazie Cri... davvero...
    PS: ancora aspetto che tu mi dica che discorso dovevi farmi dopo uno dei miei commenti sotto "Giochi di ruolo" :P

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  4. “Oh cazzo...”
    “Eh?”
    “Contro un arazzo? Perché a volte le rappresentazioni grafiche dicono moltissimo del contenuto latente di un sogno... Non ha idea!”

    “Mi sa che ho il transfert erotizzato, allora.”
    “Cosa ha detto?”
    “Mi sa che non ricordo dove ho parcheggiato...”

    Oddio, ma che teneri, li amo.......e ti amo.......e ci siamo eh....vero? Non ricordo male vero?
    Ahahahahahah
    Baci

    JB

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  5. E ci sei tu davvero in ogni riga, leggerti è sempre una grande esperienza, anche cose già lette... il tuo stile crea sul serio dipendenza e io vorrei leggerti senza mai smettere. Bacio.

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  6. Fantastico!E' un mix di erotismo, ilarità, simpatia, professionalità, amarezza....davvero bravaaaaaaa!
    Concordo..."l'arazzo" e "dove ho parcheggiato" sono fantastici ahahahah

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