martedì 14 aprile 2015

Capitolo 2: Seduta del 17 ottobre




17 OTTOBRE 2012


“Dottoressa ho fatto un sogno...”

Speriamo che sia porno!

Speriamo che sia porno!!!!

Oh no.
Non devo sperare questo.
Sarebbe un indice di peggioramento della sua ossessione e io voglio che guarisca, giusto?

Però... anche solo per una piccola parte ...

Speriamo che sia porno!!!

E comunque... l’ho messo il salvaslip stavolta, vero? E le duracell nel vibratore?

“Mi dica....”

“Ero ad una specie di festa. Un aperitivo o una cosa simile. Ero solo, non conoscevo nessuno, mi sentivo rilassato perché sentivo d’essere in pieno controllo della situazione.
Era infatti una festa per soli uomini... nel senso che erano invitati soli uomini... non che... intendo... non quel tipo di feste per soli uomini... ma... uomini...”

“Uomini, ho capirto. Mi scusi lei... com’era vestito?”

“E’ importante?”

“Certo.”

“Niente, avevo un abito scuro, pantalone e giacca neri, camicia bianca, cravatta, credo, una cosa così... tipo Gucci o Armani... penso fosse un evento elegante.”

E lo vede che era importante!
Era fondamentale.
Oddio, Cullen in Gucci!
Questo è uno stimolo che potrò usare per settimane... lo tengo per le ferie di Natale!

Miseria che caldo.
“Sta bene, dottoressa? Di nuovo tutta rossa, come l’altra settimana... questa cosa un po' mi preoccupa sa. Dovrebbe vedere un endocrinologo.”

No. Dovrei vedere un ginecologo, nudo e nella mia camera da letto, secondo me.

“Sto benissimo, un fiore... Ma la prego, prosegua...”

“Comunque... nel sogno ripensavo alle sue parole.
Al fatto che in questa fase non mi devo esporre troppo a stimoli che possano... diciamo, attivare il problema, ed ero soddisfatto di me. Perché sentivo di fare bene.
Sapevo che sarebbe stata soddisfatta di come mi stavo comportando. Pensavo alla seduta che mi aspettava e al fatto che le avrei raccontato di questa serata in cui non ero caduto in tentazione.
Poi incontro un uomo che mi dice di sedermi.
Di fermarmi.
Mi racconta di sua moglie.
Di quanto fosse sereno e mi dice che prima era un corridore e correva, correva, non si fermava mai, ed ora si era invece fermato ed era felice....
C’era questa parola... fermarsi... smettere di correre... e nella mia testa aveva senso. Tutto aveva senso... ho avuto un insight, dottoressa!!!!”

“Molto bene... mi dica”

“Il mio problema è come una fuga... una fuga dalle relazioni... voglio dire... negli ultimi dieci anni la relazione con una donna più duratura che ho sperimentato è quella con lei... un donna che non non ho nemmeno scopa... mi scusi... nemmeno portato a letto...”

Che culo!

“Molto bene, davvero. In effetti questa potrebbe essere una lettura sensata, potrebbe rappresentare la possibilità di portare la nostra analisi ad un livello di profondità differente. Ad un livello più simbolico.”

“Infatti sento che la mia situazione ha a che fare con qualcosa di grosso e profondo su cui non riesco ancora a mettere le mani...”

“Grosso e... profondo... le mani...mmhhh.... le mani... e soprattutto qualcosa di grosso ”

Sento me stessa ripetere ad alta voce, voce sognante e carica di desiderio perlaltro, e quello quello che pensavo fosse il solito perverso pensiero che viaggiava per i cavoli suoi lungo il binario della peggiore relazione professionale terapeuta paziente mai esistita in terra, é invece una frase pronunciata apertamente, davanti a lui..

“Dottoressa...”

“Cullen....”

“Stava ripetendo le mie parole...”

“Sì,certo. Le fissavo in mente, lasciandole nel contempo agitare in quello spazio simbolico e carico di possibili significati,abbandonandomi ad una attenzione fluttuante, così da poter sentire che tipo di sensazione avrebbe risuonato in me.”

“Davvero?”

“Sì, davvero!”

“E che sensazioni sono risuonate in lei....?”

Orgasmo, godimento, piacere, passione, frenesia, desiderio, libidine, calore, carne, sesso... bocca... sesso...sesso... sesso....

“Una sensazione vaga, di cui preferirei parlare dopo aver sentito la sua interpretazione completa. Ma la prego .. prosegua...”

Mi fissa e noto che anche il suo viso si tinge di un bel rosso fuoco ed inizia a sudare e deglutire e poi i suoi occhi... quegli occhi che non ne ho mai visti altri così, spaziano incerti lungo le pareti della stanza, come se non osasse guardarmi in viso.

“Non era finito il sogno, giusto?”

“No... infatti... poi... la scena cambia... radicalmente.
Io sono qui, nel suo studio e lei mi dice di mettermi sul lettino e non sulla poltroncina. Lei è lei, ma è differente.

E...

E...

Non so come dirlo... Non ce la faccio... mi vergogno...”

“Proviamoci, vuole?”

“Potrei avere un bicchiere d’acqua?”

Ossignore. Cullen è spesso vittima di momenti di imbarazzo, ma questa volta la cosa sembra di tutt’altro livello.

Interessante.

Forse davvero siamo ad una svolta.

Ad un momento cardine del nostro rapporto.

Cardine, perno, asta, palo, obelisco, colonna doricaaaaaaaa!

La devo smettere di fare le libere associazioni nella mia testa mentre lavoro con lui, cazzarola!!! Che tanto con questo solo una cosa riesco ad associare e mi sento persino in colpa, dannazione!

“Gliela do subito ... e me la chieda pure quando vuole anche in futuro... se ne sente la necessità o il desiderio ...

........

........

L’acqua intendo...”


Mi alzo e mi dirigo dietro il mobile dove si trovano, religiosamente esposte, l’Opera Omnia di Freud e le Opere di Jung.
Nell’angoliera, in basso, tengo sempre dell’acqua, dei bicchieri di carta, e dei fazzolettini.
Mi volto e lo trovo con lo sguardo fisso all’altezza in cui prima, senza dubbio, era il mio didietro.
Gli occhi un pochino lucidi e una leggera ombra di sudore sulla fronte... e siamo ad ottobre.
Mi avvicino e gli porgo il bicchiere.
Gli sfioro la mano ed è così morbida e perfetta.
Non ci posso pensare!

Nel frattempo lui ingolla l’acqua e si passa l’altra mano tra quei capelli... quei capelli che...

“Diceva che la facevo accomodare nel mio lett.... ehrr..... sul lettino, giusto? Era sempre in Gucci?”


“Eh? Cosa?
Ah... no... ero... mi sembra con dei jeans e una camicia... credo...
Ma... davvero è così importante?”

“Tutti i dettagli lo sono, tutti...”

“Allora magari... è importante anche che io le dica che lei... non era vestita come sempre, con i suoi soliti tailleur castigati, gli occhiali e i capelli raccolti, ma cough... cough... diciamo più rilassata... casual. Dottoressa, lei era vestita in un modo che...”

“Che...”

“Non so come dirlo... mi dispiace... mi sento in colpa per averlo anche solo sognato... penserà che le manco di rispetto... che sono irrecuperabile... anche perché...”

“Perché...”


“Eh... perché...”

Non mi accorgo che sono seduta sul bordo della poltroncina.

“Cullen!!!”  Lo incito con voce forse un po' troppo alta e stridula e lo spavento, perché sbarra gli occhi e mi risponde con un tono simile al mio e... ansimando?

“Abbiamo fatto sesso!”

“Sesso?”

“Tanto.”

“Buono?”

“Ottimo.”

“Ottimo...”

“Pazzesco.”

“Pazzesco...”

“Incredibile.”

“Ho capito... il concetto è chiaro...”

“Clamoroso. Tanto che al solo ripensarci anche ora... “

“Ho detto che il concetto è chiaro! Mi scusi è venuta sete anche a me.”

Torno all’angoliera e sbircio l’orologio al muro, mancano cinque minuti. Grazie a Dio, perché ho bisogno del bagno.

Subito.


Mi piego di nuovo in avanti e mi verso un po' d’acqua.

Mi giro e lo vedo avvilito ed imbarazzato e con quella che a me sembra per certo una discreta, anzi favolosa, erezione.


E grazie al cielo non sono sola in questo incubo.

Benvenuto nel mio club, Cullen!


Mi rimetto a sedere.

E cerco di rassicurarlo.

Già gli sto facendo un pessimo servizio e sarà ora che mi decida a passare questo paziente ad un altro collega ... uomo ed eterosessuale di fisso, perché così non si può andare avanti, e quindi il minimo che gli devo è rassicurarlo.


“Cullen, è solo un sogno . E’ simbolico e la prossima settimana lavoreremo meglio sul significato nascosto che cela, d’accordo?”

Mi sorride sollevato.

“D’accordo, dottoressa”


E mi accorgo che sono nei guai veri, perché quel sorriso, per quanto eccitante, provoca in me sentimenti di segno ben differente.

5 commenti:

  1. HHAHAHAAHAHAHAHAH!!!
    NON VEDO L'ORA!!!!
    "CULLEN!" AHAHAHAHAHAHAHAH!

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  2. Ma sì dai un bel simposio di medicina! Psicologa e ginecologo cosa può esserci di meglio ahahahahaha. Digli di sbrigarsi (sai chi) che qua non ce la facciamo più siamo inastinenza da te. Bacio.

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  3. Ah CULLEN, CULLEN ma che mi combini...
    Per non parlare di te SWAN, stai peggio di lui....forse....Ahahahahahah
    Tra tutte e due state messi bene, diciamo e in tutti i sensi....
    Baci
    JB

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  4. Ahahahah ah fantastico!!! Passo subito al 3...

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